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Le madonnine vestite
Figure tradizionali nella devozione del passato

Grazie alla paziente opera di ricerca e catalogazione del materiale rintracciato ed attuata da Andrea Merli oggi si possono ammirare delle opere artigianali realizzate da piccoli artisti e piccoli artigiani – quelli che non andranno mai nei libri di storia dell’arte - che con la loro opera hanno dato volto ed espressione alle effigi della Madonna rappresentandola nei momenti salienti della sua esistenza terrena; si hanno così una serie di Marie bambine, Madonne nella loro floridezza, Madonne del Carmelo, Madonne addolorate e Madonne con Rosario.





Da oggetti di devozione a oggetti di ammirazione

A cura di Caterina Caneva

Soprintendenza per il patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico di Firenze Pistoia e Prato -


II vasto patrimonio di oggetti di arte cosiddetta minore legati al culto e alla liturgia ha avuto nel tempo catalogazioni e valutazioni talmente diffuse e capillari che sembrano escludere ormai la possibilità di riscoperte e novità. Concentrando infatti numerosi esemplari di "Madonnine vestite" non solo ne rivela tra Sette e Ottocento la grande diffusione sul territorio ma sottolinea in esse anche l'intrigante convergenza di tecniche e materiali diversi, di fatto contribuendo a riportare all'attenzione del pubblico una produzione artigianale affascinante, tutta da rivalutare e studiare, dopo che lo zelo degli addetti ai lavori si è accanito in passato su opere e oggetti più "nobili".

Queste opere spesso raffinate destinate alla devozione popolare (e non solo), fortunosamente sopravvissute all'usura provocata dalle manifestazioni itineranti cui spesso erano destinate, stanno di fatto uscendo dall'oblio in cui le avevano relegate il cambiamento del gusto, della devozione e forse anche la loro stessa

natura fragile: è tra Otto e Novecento che vengono infatti progressivamente sostituite dalle grandi statue a figura intera di gesso o terracotta dipinta raffiguranti la Vergine, ma anche Gesù Cristo e alcuni Santi, che ancora oggi troviamo occupare nicchie spesso impropriamente aperte su altari e navate. E' comunque evidente che se le Madonne vestite trascinate in processione (spesso nella drammatica versione dell’ “Addolorata”) erano destinate a suscitare forti emozioni e coinvolgimenti mescolandosi alle folle di fedeli abbagliati dagli ornamenti preziosi non meno che dall'impressionante naturalismo, la statuaria in gesso dipinto, più scarna di ornati e alta nelle nicchie, appare carica di un pathos assai più tranquillo, oggetto di una devozione individuale meno emotiva.

Ed è oggi abbastanza evidente che l'avvicendamento non ha segnato, dal punto di vista strettamente artistico, un'evoluzione positiva del gusto.

Ma torniamo a questi fragili simulacri, conservati in fondo agli armadi o in qualche angolo delle sagrestie o dei conventi, che stanno oggi recuperando un loro momento di gloria, offrendo materia di ammirazione e di studio in settori assai diversi: i manichini di legno sono spesso pregevoli esempi di falegnameria; le teste e gli arti raggiungono a volte livelli notevolissimi di qualità nel modellato, arricchito spesso da un delicato cromatismo; abiti e stoffe originali, trine, passamanerie, sottabiti e ricami vengono ad ampliare le conoscenze nel settore dei tessuti antichi e della moda, anch'esso non da molto indagato con passione dagli specialisti; mentre gioielli, corone, rosari, anche se quasi mai in materiali davvero preziosi, offrono esempi considerevoli della. "bigiotteria” antica che riproduceva pur sempre modelli illustri.

Quanto all'aspetto, si noterà che queste "Madonne vestite" solo apparentemente si assomigliano fra loro, e non solo per la differente qualità degli abiti e ricchezza di ornamenti, ma in particolare anche per la resa delle teste, dei volti: e mi piace pensare che non sia solo per la maggiore o minore perizia degli "scultori" che di volta in volta esse sembrano regine pietose, dame eleganti, giovani contadine con l'abito da festa, bambine intimidite dagli omaggi loro rivolti, madri straziate dal dolore del mondo.

 
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